| COMUNICATO
STAMPA WORLD
COPD DAY 2003 |
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Domani,
19 novembre, si celebra la giornata mondiale
della malattia
APPELLO
DEI PAZIENTI: LA BPCO ESCA DALL’OMBRA
IN ITALIA 50 MORTI EVITABILI OGNI GIORNO
2a Giornata Mondiale della Bronco Pneumopatia
Cronica Ostruttiva (BPCO)
BPCO, IN OCCIDENTE TROPPE MORTI PER BPCO
GLI ESPERTI “ASPETTATIVA DI VITA IN DRAMMATICO
CALO”
Negli ultimi 40 anni decessi aumentati del 163%.
L’OMS mette in guardia
da un’epidemia sempre più ‘rosa’:
le malate potrebbero raddoppiare da qui al 2015
Roma,
14 novembre 2003 – E’ al 4° posto
tra le malattie più letali nei Paesi occidentali,
l’unica per la quale l’aspettativa
di vita si è ridotta negli ultimi 40 anni:
mentre dal ’65 ad oggi i decessi per coronaropatie
sono diminuiti del 59%, per l’infarto del
64%, per le altre malattie cardiovascolari del
35% e per i tumori del 7%, le morti per Bronco
Pneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), grave
malattia provocata spesso dal fumo che viene
identificata anche come enfisema e bronchite
cronica, sono invece aumentate addirittura del
163%. E’ una delle maggiori cause di insufficienza
respiratori tanto che nel 2000 la BPCO ha causato
nel mondo 2.700.000 decessi di cui 15.000 solo
in Italia. Troppe vittime che passano inosservate,
tanto che il popolare quotidiano americano Usa
Today, il 19 maggio scorso, ha pubblicato i dati
in copertina e l’Organizzazione Mondiale
della Sanità (OMS) ha indetto per il 19
novembre la Giornata mondiale della BPCO, giunta
quest’anno alla seconda edizione. L’evento
internazionale è organizzato dalla Global
Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease
(GOLD), task force mondiale di pneumologi, operatori
sanitari e associazioni di pazienti promossa
dall’OMS al fine di sensibilizzare medici,
cittadini e istituzioni sanitarie di tutto il
mondo.
“Senza
queste campagne d’informazione
ed interventi radicali di stop al fumo – afferma
il prof. Leonardo Fabbri, direttore della clinica
malattie respiratorie dell’Università di
Modena e Reggio Emilia, unico italiano tra i
10 esperti del comitato scientifico internazionale
di GOLD - la diffusione della BPCO diventerà inarrestabile.
Secondo le stime appena pubblicate, che abbiamo
condotto in collaborazione con l’OMS, entro
il 2015 la prevalenza della BPCO nei maschi è destinata
ad aumentare del 50% e nelle femmine segnerà addirittura
un + 130%”. E questo non solo perché le
donne fumano sempre di più. “Sembra
infatti – spiega il prof. Fabbri - che
a parità di sigarette fumate, le donne
corrano un rischio maggiore degli uomini di ammalarsi,
in particolare vengono generalmente colpite da
forme precoci e più gravi di BPCO”
E
proprio quest’anno, per la prima volta
nella storia di questa insidiosa patologia polmonare,
tradizionalmente appannaggio degli uomini, negli
Stati Uniti il numero di decessi è risultato
maggiore nelle donne. “In Italia non abbiamo
ancora dati come quelli americani – precisa
Fabbri - ma è ormai una certezza che la
BPCO colpisca in primo luogo il sesso femminile”.
La BPCO colpisce oggi 600 milioni di persone,
4 milioni in Italia, generalmente al di sopra
dei 40 anni, dopo 20-25 anni di 20 sigarette
al giorno, con pesanti ripercussioni su tutti
sistemi sanitari di tutto il mondo, ma in particolar
modo in Italia dove il progressivo aumento
della popolazione anziana e le difficoltà a
gettare il pacchetto pongono la BPCO come una
delle priorità sanitarie maggiori. “I
costi sanitari – sottolinea il prof. Fabbri
- sono soprattutto dovuti ai ricoveri per le
riacutizzazioni, a terapie piuttosto complesse,
che comprendono, nei casi più gravi, l’ossigeno
terapia a lungo termine, la ventilazione meccanica
e le terapie riabilitative. In media lo Stato
spende per ogni paziente circa 1.300 euro l'anno,
che però aumentano anche di parecchie
volte nel paziente con BPCO grave. A tutto ciò si
devono poi sommare le giornate di lavoro perse.
La BPCO ha ripercussioni pesanti sulla qualità di
vita: affaticamento, dispnea, disturbi del sonno,
calo di peso, ansia, depressione, riacutizzazioni
infettive frequenti compromettono il ruolo sociale
e professionale del malato”.
Come difendersi da questo misconosciuto e sottostimato
killer dei polmoni? “Il primo provvedimento – conclude
il prof. Fabbri - è smettere di fumare: è l’unico
modo per intervenire sulla malattia, prevenirla,
contrastarne l’evoluzione, ridurre i sintomi
e migliorare le condizioni di vita del paziente.
E’ importante ricordare che il fumo passivo
riduce l’efficacia delle eventuali cura
soprattutto nei casi in cui siano i bambini nei
primi anni di vita a respirarlo”.
Lo
slogan per il World COPD Day 2003, è il
seguente: "E se fosse BPCO?" spiega
il Dr. Lorenzo Corbetta delegato Nazionale GOLD,
che ha lo scopo di sensibilizzare i pazienti
e la classe medica sull’opportunità di
diagnosticare precocemente la malattia attraverso
la valorizzazione di sintomi apparentemente banali
per un fumatore come la tosse con catarro e l’affanno.
Questo evento dara’ l’avvio ad una
serie di iniziative che si svolgeranno nel corso
dell’anno in collaborazione con le Associazioni
dei pazienti che prevedono oltre all’opera
di sensibilizzazione sulla BPCO con materiale
educazionale e spot televisivi, anche la divulgazione
delle linee guida per la diagnosi e la terapia
di questa malattia attraverso la distribuzione
di materiale informativo e la realizzazione di
corsi di formazione per operatori sanitari nell’ambito
dell’educazione continua in Medicina (ECM).
Un interessante iniziativa realizzata grazie
al grande impegno della Dr.ssa Mariadelaide Franchi,
Presidente dell’Associazione Italiana Pazienti
BPCO, sara’ il Convegno dal titolo: Conoscere-riconoscere
la BPCO che si svolgerà il 19 novembre
2003
presso l’Hotel Nazionale in Piazza Montecitorio,
Roma
Sala Cristallo -
Le
informazioni sulla BPCO e sul WCD 2003 e le
risorse per la divulgazione
sono disponibili nel sito www.goldcopd.it e
www.pazientibpco.it |