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I fattori di rischio per lo sviluppo di BPCO
sono indicati nelle due tabelle riportate di seguito.
Fra i fattori ambientali, quelli di maggior rilievo
sono il fumo di sigaretta e l'esposizione a polveri
e gas pneumolesivi, particolarmente in ambito
lavorativo.
La suscettibilità individuale ai diversi
fattori di rischio varia notevolmente in relazione
alle peculiari caratteristiche costituzionali.
Fra queste, l'unica di provata importanza patogenetica
è un grave deficit ereditario di antitripsina,
mentre l'effettivo ruolo delle altre anomalie
geneticamente determinate resta ancora in gran
parte da definire. In complesso, non più
di un quinto della naturale predisposizione a
sviluppare BPCO può essere scientificamente
spiegata sulla base dei dati attualmente disponibili.
Fattori di rischio ambientali per BPCO
| ++++ |
Fumo di tabacco (sigaretta>>>pipa,
sigaro) |
| +++ |
Alcune esposizioni lavorative (silice -
cadmio) |
| ++ |
Inquinamento atmosferico (SO2 - NO2 - O3
- PMl0) |
| + |
Condizioni economiche disagiate |
| + |
Alcool |
| + |
Fumo passivo in età infantile |
| + |
Infezioni virali in età infantile |
| + |
Dieta povera di antiossidanti (Vit C, A
e E) |
Fattori di rischio ambientali
Fumo di tabacco
Numerose prove di tipo epidemiologico, clinico
e sperimentale indicano che il fumo di tabacco
e, in particolare, quello di sigaretta costituisce
il principale fattore di rischio per lo sviluppo
di bronchite cronica e BPCO. Il fumo rende più
precoce e accentua il decadimento fisiologico
della funzione respiratoria.
La suscettibilità individuale agli effetti
negativi del fumo presenta però ampi margini
di variabilità. Solo una piccola parte
(15-20%) dei fumatori sviluppa ostruzione bronchiale
clinicamente significativa e, una frazione ancor
più piccola, insufficienza respiratoria
invalidante. Senz'altro più frequente (40-50%
dei fumatori) è l'ipersecrezione mucosa
indotta dal fumo. I fumatori affetti da bronchite
cronica sono pertanto nettamente più numerosi
di quelli con BPCO. A parità di altre condizioni,
l'entità del danno broncopolmonare è
direttamente correlata alla quantità globale
di fumo inalato.
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