| DIAGNOSI E DIAGNOSI
DIFFERENZIALE |
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Generalmente la diagnosi di BPCO viene fatta
quando, nel corso di bronchite cronica, enfisema
polmonare e asma bronchiale, si sviluppa ostruzione
cronica o persistente al flusso espiratorio. Il
decorso temporale dell'ostruzione nella bronchite
cronica e nell'enfisema polmonare è in
genere diverso da quello dell'asma bronchiale:
nella bronchite e nell'enfisema l'ostruzione si
sviluppa in maniera insidiosa negli anni ed è
poco reversibile, mentre nell'asma si può
sviluppare anche acutamente ed è più
(o completamente) reversibile. Con gli anni, anche
in caso di asma bronchiale è possibile
che si instauri un'ostruzione non reversibile,
descritta come bronchite asmatica cronica. Il
rapporto dell'ostruzione con i sintomi (tosse,
catarro, sibili e dispnea) è variabile.
Tosse ed una piccola quantità di catarro
mucoide sono sintomi frequenti in pazienti con
BPCO. Tuttavia la loro presenza non predice la
presenza o severità dell'ostruzione, che
può essere presente anche in assenza di
questi sintomi. Molti pazienti con BPCO si rivolgono
inizialmente al medico per un infezione intercorrente
del tratto respiratorio inferiore, abitualmente
con aumento di tosse, catarro e dispnea. La dispnea,
in assenza di un'infezione del tratto respiratorio
inferiore, non si sviluppa fino a quando l'ostruzione
è già moderatamente avanzata. Una
riduzione graduale della tolleranza all'esercizio
si sviluppa insidiosamente in molti anni.
La diagnosi di BPCO si basa sul risultato di ostruzione
bronchiale essenzialmente poco reversibile alla
spirometria, in presenza di dati anamnestici,
sintomi, segni clinici e reperti radiologici suggestivi.
Diagnosi differenziale
Può risultare particolarmente difficile
differenziare i pazienti con BPCO da quelli anziani
con storia di asma ed ostruzione bronchiale persistente.
Nell'ambito dei pazienti con BPCO è conveniente
differenziarne tre tipi: il tipo con bronchite
cronica, quello con enfisema e quello con bronchite
asmatica. I primi due tipi hanno in comune una
storia di fumo, ma mentre nel primo prevale una
lunga storia di tosse e catarro nel secondo prevale
una storia di dispnea. Le riacutizzazioni sono
più frequenti nel primo tipo e le prove
di funzione respiratoria mostrano ostruzione in
ambedue i casi ma più spiccato aumento
dei volumi polmonari nel secondo. Infine, solo
nel secondo esempio può essere presa in
considerazione la riduzione chirurgica dei volumi
polmonari. Questi due tipi di BPCO possono essere
considerati come rappresentativi della BPCO in
senso stretto. Per quanto riguarda la loro diagnosi
differenziale rispetto al terzo tipo (bronchite
asmatica), indubbiamente in alcuni casi la distinzione
può essere quasi impossibile, sebbene alcune
caratteristiche cliniche possano orientare la
diagnosi differenziale. In presenza di marcata
abitudine al fumo, evidenza radiografica di enfisema,
diminuzione della capacità di diffusione
polmonare del CO, è più probabile
la diagnosi di BPCO in senso stretto. Qualora
il paziente presenti atopia e marcato aumento
dei valori spirometrici dopo inalazione di broncodilatatori
o trattamento con corticosteroidi, è più
probabile la diagnosi di asma.
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