| SINTESI DELL’INTERVENTO
DEL PROF. MARIO DE PALMA |
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La BPCO è una malattia cronica dell’apparato
respiratorio caratterizzata da altissimi costi
assistenziali, umani e sociali e da una notevole
spesa economica. Si calcola che nel mondo colpisca
circa 600 milioni di persone, 4 milioni in Italia
( pari al 6-8% della popolazione) soprattutto
adulti e anziani. Fino a qualche anno fa i più
colpiti erano gli uomini a causa della maggiore
abitudine al fumo ma ultimamente la malattia si
sta diffondendo sempre di più fra le donne.
Si manifesta generalmente al di sopra dei 40 anni,
cioè dopo 20-25 anni di fumo, considerando
un consumo medio di un pacchetto di sigarette
al giorno.
La BPCO è ancora oggi largamente sottostimata.
Solo il 25% dei casi viene diagnosticato, spesso
con grave ritardo, allontanando nel tempo le possibilità
di terapia e prevenzione delle complicanze.
La mortalità da BPCO è pesante:
rappresenta la quarta causa di morte a livello
mondiale e, secondo l’OMS, entro il 2020
salirà al terzo posto. Si tratta della
malattia cronica caratterizzata da un più
rapido incremento soprattutto nei paesi industrializzati.
In Italia ogni anno muoiono 30 persone ogni 100.000
abitanti per un totale di 18.000 morti l’anno,
dato che rappresenta più del 50% dei decessi
per malattie respiratorie, superando i tumori
polmonari.
Nel nostro paese nel ’99 sono stati registrati
130.000 ricoveri ospedalieri per riacutizzazioni
da BPCO, 1 milione e 330 mila giornate di lavoro
perse e 20 milioni di visite ambulatoriali. I
costi sanitari-economici sono soprattutto legati
ai ricoveri per le riacutizzazioni, a terapie
piuttosto complesse e che comprendono nei casi
più gravi l’ossigeno terapia a lungo
termine e la ventilazione meccanica e le terapie
riabilitative.
La BPCO porta progressivamente all’invalidità,
alla perdita precoce di produttività e
soprattutto a un peggioramento della qualità
della vita. Questo avviene principalmente se non
vengono presi provvedimenti terapeutici tempestivi.
Affaticamento, dispnea, disturbi del sonno, calo
di peso, ansia, depressione, riacutizzazioni infettive
frequenti compromettono il ruolo sociale e professionale
del malato.
IL PROF. DE PALMA È PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE
ITALIANA CONTRO LE MALATTIE POLMONARI SOCIALI
E LA TUBERCOLOSI
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