| SINTESI
DELL’INTERVENTO
DI MARIA ADELAIDE FRANCHI |
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L’Associazione Italiana pazienti con BPCO
ha rivolto un appello al Ministro Sirchia perché
questa malattia venga considerata tra le patologie
croniche ed invalidanti che danno al paziente
il diritto all’esenzione dalla partecipazione
alle spese per la diagnostica ed il monitoraggio
della malattia (DM 329/99).
Contrastare la BPCO (bronchite cronica, enfisema),
l’aumento della mortalità e la prevalenza
è un problema sanitario urgente e come
tale va riconosciuto. Questo è il motivo
per i cui i pazienti di tutta Europa hanno adottato
un Manifesto che si propone di superare le attuali
lacune di informazione e trattamento grazie ad
una nuova e stretta collaborazione con la classe
medica e le autorità. Il Manifesto verrà
lanciato domani 20 novembre, giornata mondiale
contro la BPCO, a Roma presso l’azienda
ospedaliera S. Filippo Neri alle ore 16 e costituisce
una piattaforma di interventi volti a migliorare
diagnosi, trattamento, prevenzione, educazione,
assistenza, tutela dei diritti, investimenti e
ricerca. E il lavoro da fare è ancora molto.
Un esempio per tutti: nonostante la spirometria
sia l’esame essenziale per la conferma dell’ostruzione
bronchiale, e quindi della diagnosi, il 45% dei
pazienti con BPCO non ha mai effettuato questo
esame nella sua vita. Non solo. Almeno un malato
su quattro presenta i sintomi, ma ignora la sua
condizione.
I passi avanti per contrastare questa malattia
sono stati già molti. I progressi scientifici
degli ultimi anni hanno portato alla predisposizione
da parte dell’OMS e dell’Istituto
Statunitense della Malattie del Cuore, del Sangue
e dei Polmoni alla stesura delle Linee guida GOLD
(Global Iniziative for Chronic Obstructive Lung
Disease) disponibili anche in Italia (Progetto
Mondiale per la diagnosi, il trattamento e la
prevenzione della broncopneumopatia cronica ostruttiva,
2001). Ora occorre che alle acquisizioni scientifiche
corrispondano programmi operativi ed iniziative
concrete. Il cittadino con BPCO deve ricevere
una diagnosi precoce e va aiutato a tenere la
malattia sotto controllo con i trattamenti rispondenti
alle più aggiornate evidenze scientifiche.
E’ poi necessario investire molto nella
prevenzione e nel trattamento delle malattie respiratorie,
perché questo comporta un risparmio finale
in termini di costi sanitari. In quest’ottica,
migliorare l’assistenza e la tutela del
paziente contribuisce al risparmio perché
riduce gli interventi medici e le spese dovute
ai ricorsi al Pronto Soccorso o ai ricoveri ospedalieri.
Ridurre le riacutizzazioni e rallentare l’ineluttabile
progressione della malattia, inoltre, sono le
sole misure che hanno oggi un impatto significativo
sulla aspettativa di vita e sulla qualità
della vita del paziente e della sua famiglia.
MARIADELAIDE FRANCHI È LA PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE
ITALIANA PAZIENTI CON BPCO
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