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La
spirometria non permette di identificare
la singola specifica patologia ma
permette di rilevare due gruppi basilari
di deficit funzionali, conseguenza
di numerose malattie; il deficit restrittivo
e quello ostruttivo.
Il deficit restrittivo è
caratterizzato principalmente da una
riduzione della CV ( o della CVF),
e proporzionalmente, di tutti i volumi
e di tutte le capacità polmonari;
il rapporto VEMS/CVF pertanto rimane
normale.
La diagnosi va supportata successivamente
dalla misura del Volume Residuo e
della Capacità Polmonare Totale
con esami di secondo livello.
Il deficit ostruttivo, viceversa,
è caratterizzato da una riduzione
del VEMS e dei flussi espiratori,
con diminuzione anche del rapporto
VEMS/CVF.
Talvolta può anche essere rilevato
un deficit misto, ostruttivo-restrittivo.
Generalmente la sequenza nella valutazione
dell'esame è la seguente:
1. Valutazione della morfologia
delle curve volume-tempo e flusso-volume
per il riscontro di deficit funzionali
e per il controllo di qualità
della prova.
2. Valutazione della Capacità
Vitale Forzata: se inferiore al
5°percentile o al 90% del valore
teorico indica un deficit restrittivo
di vario grado. Per una più
precisa valutazione del deficit
restrittivo è necessario
completare le indagini con la misurazione
del VR (Volume Residuo) e della CPT
(Capacità Polmonare Totale),
da eseguirsi in un laboratorio specialistico.
3. Valutazione del rapporto
VEMS/CVF : se inferiore a 70
come valore assoluto o, più
precisamente, inferiore all'88% del
teorico per gli uomini e 89% del teorico
per le donne indica un deficit
ostruttivo .
4. Valutazione della riduzione
percentuale del VEMS rispetto
al valore teorico per classificazione
di gravità. Le linee guida
europee considerano grave un deficit
ostruttivo con VEMS 50% del predetto,
moderato per valori di VEMS compresi
tra 50-70% del predetto, lieve per
valori tra 70-100% , ma l'interpretazione
è estremamente variabile nelle
diverse Società Scientifiche
(tabella 2)
5. Valutazione del valore assoluto
del VEMS per il monitoraggio nel tempo
della malattia.
Tabella2
CLASSIFICAZIONE DELLA GRAVITA´ DELLE
BPCO*
| |
ERS
(3)
|
BTS(4)
|
ATS(5)
|
|
Lieve
|
>70
|
60-80
|
>
50
|
|
Moderata
|
50-69
|
40-59
|
35-49
|
|
Grave
|
<
50
|
<
40
|
<
35
|
*basata sul valore del VEMS prebroncodilatatore
(espresso come % del valore teorico).
ERS: European Thoracic Society; BTS:
British Thoracic Society; ATS: American
Thoracic Society
Deficit restrittivo
Un deficit ventilatorio restrittivo
(fig.5) può essere sostenuto
da diverse patologie:
1. Patologie parenchimali: -
interstiziali; es. fibrosi, pneumoconiosi,
polmoniti, edema polmonare, granulomatosi
- perdita di tessuto funzionante; es.
atelettasie, neoplasie di grandi dimensioni,
resezioni.
2. Patologie della gabbia toracica;
es. cifoscoliosi, spondilite anchilosante,
traumi.
3. Patologie neuromuscolari;
es. poliomielite, distrofie muscolari,
malattie del motoneurone .
4. Patologie pleuriche; es. versamento,
fibrosi.
5. Patologie extratoraciche; es.
distensione addominale, obesità.
Deficit ostruttivo
Le cause più frequenti che determinano
un deficit ostruttivo(fig.6) sono:
1. Patologie parenchimali; es.
enfisema
2. Patologie diffuse delle vie
aeree; es. Asma e BPCO; bronchiectasie,
bronchite cronica
3. Ostruzione delle alte vie
aeree; es. corpi estranei, neoplasie,
stenosi tracheale, tracheomalacia, paralisi
delle corde vocali. |